2006
E' una caratteristica di famiglia
di Ray Cooney

Dopo il consueto periodo di laboratorio ci ritroviamo per scegliere il copione per quest'anno. Il testo di Ray Cooney viene inizialmente scartato perché spaventa il suo ritmo pazzesco. La regista però cambia idea al momento di... consegnare il testo alla copisteria! E' un'intuizione felice: di prova in prova il gruppo riesce infatti a dominare la frenesia degli avvenimenti e delle battute (non senza amnesie e sbagli clamorosi, ovviamente!).

Lo spettacolo racconta di un dottore che, un'ora prima della conferenza che deciderà della sua carriera, riceve la visita della sua amante di vent'anni prima e del figlio che non sapeva di avere. Nelle due ore successive dovrà tenere nascosta la cosa nonostante le continue pressioni del capo dell'ospedale, della moglie, dei colleghi e dell'ispettore che deve arrestare il figlio per guida senza patente.

Quando arriviamo in teatro il giorno della prima ci rendiamo conto che il palco è fatto in modo tale da schiacciare molte scene in uno spazio troppo ristretto. Dovremmo ribaltare tutta la scena: mettere a destra ciò che sta a sinistra e viceversa, e recitare tutto specularmente. Siamo così preparati che ci riusciamo perfettamente. Anzi: provando per la replica successiva decidiamo di riportare tutto come prima. Il giorno della replica siamo di nuovo costretti a ribaltare tutto, e tutto funziona di nuovo.

In entrambe le occasioni il pubblico è entusiasta, tanto che la voce circola e sempre più gente rimane in attesa di altre repliche. Qui ci scontriamo con una realtà a quanto pare abbastanza diffusa: la difficoltà a trovare sale in collaborazione con enti locali (a meno di non fare spettacoli in friulano). Ovunque andiamo le spese sono a carico nostro, per cui, avendo già finito i fondi, non ci resta che impacchettare tutto e trovare una soluzione per lo spettacolo successivo...

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